Mandala
dei 5 segni
di
Alberto Ticconi
Il
mandala nato all’interno delle nostre esperienze
e dei nostri tragitti artistico-esoterico-culturali è
una fusione di diversi simboli: La croce, il sigillo di
Salomone, i quattro numeri fondamentali nella mistica
pitagorica e, chiaramente , il simbolo taoista dello yin
e dello yang; tutto cio inserito nella sfera, da noi rappresentata
dal cerchio.
Iniziamo con il sigillo di Salomone:
esso è uno dei simboli di maggior potenza mai elaborati
nel pensiero esoterico. Precede di molto il personaggio
da cui prende il nome, e infine diviene la “stella
di Davide”. Il sigillo è formato
da due triangoli con senso opposto: quello rivolto verso
l’alto è il fuoco e l’aria, il principio
maschile, la morte -da questo mondo-; quello con il vertice
verso il basso l’acqua e la terra, la vita e la
nascita. Quando i due triangoli portano al centro un punto
simboleggiano la quintessenza e rappresentano tutti gli
elementi del cosmo.
Noi abbiamo sostituito al punto il Tao
poichè tale simbolo è a sua volta punto
ed emblema: il femminile e il maschile che pur non mai
perdendosi si fondono per generare il vero equilibrio,
la vera vita reale affinché l’uomo attimo
per attimo sia in sintonia perfetta con il Principio,
così come è riportato nel Vangelo di Tommaso:
§17.
Gesù disse, "Vi offrirò quello che
nessun occhio ha visto, nessun orecchio ha udito, nessuna
mano ha toccato, quello che non è apparso nel cuore
degli uomini.- Beato colui che si situa al principio:
perché conoscerà la fine e non sperimenterà
la morte."
Nella tradizione antica il Sigillo di Salomone era utilizzato
per proteggersi contro gli spiriti maligni e insieme al
cerchio tracciato dalla “mano armata” era
la maggiore difesa in assoluto.
Mediante la moderna fisica vibratoria oggi possiamo dare
anche spiegazioni scientifice al suo effetto: esso è
in grado di emettere potenti onde di forma che producono
un campo equilibrato tendente all’ordine. Esse sono
misurabili per via radioestesica.
Il cerchio ci richiama all’equidistanza:
centro - circonferenza. Siamo quindi chiamati a riconoscerci
immutabili malgrado le variazioni o apparenti traformazioni
se poniamo il nostro centro nel Padre, nell’Origile.
La circonferenza e il centro, in questo modo, divengono
un tutt’uno, l’Uno inscindibile, inseparabile,
inalienabile. Nel Vangelo di Giovanni è scritto:
“Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
[7]Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da
ora lo conoscete e lo avete veduto». …. [9]…Chi
ha visto me ha visto il Padre… [10]… Le parole
che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è
con me compie le sue opere. [11]Credetemi: io sono nel
Padre e il Padre è in me…” E la sfera
è una evoluzione multidirezionale e multidimenzionale
di tale concetto.
I
primi quattro numeri, per Pitagora, sono
la porta d’ingresso alla conoscenza di ogni cosa,
il numero quindi come principio base dell’armonia
dell’Universo: il suo codice genetico. Ma per questo
esso è anche il centro dinamico di ogni cosa che
riguardi i “moti” dell’Uomo: il pesiero,
le sue azioni, le sue sensazioni, ecc. dato che è
la vera essenza della realta e ogni cosa è esprimibile
attraverso un numero. Essi sono legati alla geometria:
1 è il punto; il 2 è la linea; il 3 è
la superficie e il 4 è il solido. Il perfetto è
il 10. Pitagora affermava che l’anima era composta
dal numero 4, perché quattro sono le capacità
cognitive: intelligenza, conoscenza, opinione e percezione.
L’intero Universo si regge sul “rapporto”
poiché il Creato è strutturato dal “rapporto”.
Solo qualche tempo fa, sviluppando scientificamente e
alle estreme conseguenze le intuizioni del grande iniziato
di Samo, il neurologo americano Albert Abrams è
giunto a comprendere tale meccanismo, e a definirnei principi
teorici e a estrarre migliaia di combinazioni numeriche
dinamiche applicabili al Cosmo e agli esseri viventi.
Così oggi è possibile utilizzare questa
riscoperta per analizzare ogni cosa e agire su di essa,
contribuendo al bilanciamento energetico degli esseri
umani, degli animali e delle piante. Pitagora continua
a insegnare e a condurre.
Infine la CROCE. Essa è uno dei
simboli più antichi e diffusi, praticamente presente
in ogni epoca e cultura. La croce simboleggia anch’essa
le due polarità dell’esistenza, quella positiva,
maschile, data dal segmento verticale che mette in comunicazione
il mondo celeste con quello sotterraneo, e quella negativa,
passiva, femminile, l’orizzontale. Essa rappresenta
la superficie terrestre che separa i due regni. Essa pertanto
richiama il palo unificante i tre regni, all’Albero
della Vita, ma soprattutto all’Uomo stesso.
Quindi la croce, mettendo in contatto le dimensioni superiori
con quelle inferiori , costituisce un vero e proprio altare
dove un eventuale scacrificio agirebbe da catalizzatore
del processo di scambio tra le energie provenienti dall’alto
e quelle provenientoi dal basso e avrebbe come conseguenza
la bonifica energetica ambientale e spirituale del suo
dominio, risultato della neutralizzazione delle due energie.
E per questo la croce da epoche rempotissime è
stato adottata anche come protezione contro entità
di altre dimensioni.
Guarda caso Gesù è simboleggiato anche come
l’agnello immolato.