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Benvenuto!
Ne
siamo sempre più convinti: inoltrarsi nel mistero
della vita non è un optional ma è una sana
necessità.
E se voi siete qui, dato che il
caso non esiste, di questa meravigliosa necessità
ne avete sentito l’odore, e lo avete seguito.
Diciamocelo: tra la razionalità più sfrenata
e il misticismo esasperato, nella storia degli uomini, vi
sono molte ed infinite strade. Ma quale è la giusta?
E che senso diamo al termine la giusta strada?
Infine: è proprio necessario scegliere definitivamente
su che binario cercare la verità o invece affidarsi
a quella verità che è in noi, (poiché
noi, l’Uomo e la sua presenza, se Dio lo è,
è la risposta fondamentale a se stesso) e assecondando
le mille forze senza mai cedere il timone della propria,
attimo per attimo, percorrere la via della valle,
ovvero della verità che è sempre diversa e
che mai muta, e si lascia vincere senza mai perdersi?
Amici carissimi, tutto questo è già capitato
a noi, e a voi, e a tanti altri prima di noi tutti, e capiterà
ancora, e ancora dopo, ancora.
Poiché inoltrarsi nel mistero della vita può
essere bello, ma anche a volte doloroso; a volte certamente
pieno di noia e altre morbosamente distruttivo. Può
essere…? cioè, può sembrare e, credendoci,
divenire questo.
Ma, per l’esperienza che ci riguarda e per l’esperienza
di tutti gli uomini che ci hanno
preceduti, o meglio: per i figli di questi
uomini, vivere è un regalo
magico e sconvolgente, al limite dell’improbabile;
anche quando da tanti individui questo “regalo”
viene deriso, pestato sotto i piedi e infangato, a volte
quasi per accidenti, ma spesso deliberatamente.
E’ una meraviglia che non ha confini. Vivere è
accecante, sia per la luce che per la bellezza: una bellezza
che ti trapassa violentemente, da parte a parte: fino a
farti gridare che vivere è una gioia
che non si sostiene. E’ così
bello che molti, credendo di esserne definitivamente indegni,
preferiscono non vivere.
Ma quest’ultima affermazione è vera o falsa?
Quest’ultima affermazione è falsa; totalmente
falsa; e infatti chi “preferisce non vivere”
pur avendo in qualche modo commesso
una scelta, ha compiuto un falso esistenziale, pur se reale
nel proprio cosmo. Eppure noi siamo chiamati a rispettare
ogni scelta. Rispettare… non sopportare!
Il tao-psi-yoga
propone un percorso. Niente più. Un percorso in quel
magico laboratorio artistico-spettacolare che è l’Uomo
e i suoi orizzonti. Per noi il Microcosmo e il Macrocosmo
non rappresentano più due realtà diverse,
magari speculari, magari uguali, ma sempre distinte. Per
il tao-psi-yoga queste due entità
viventi sono sempre la stessa cosa: l’attore per eccellenza:
l’Uomo.
E quando il pellegrino solitario e comunitario si fonde
con se stesso, armoniosamente, sul palcoscenico della vita,
in quel teatro o set che ha come supporto creativo-scenico-dinamico
il Padre Cielo, con tutte le sue stelle,
e per piattaforma di accoglienza e generatrice la Grande
Madre Terra, a quel punto l’Uomo partorisce
quella soave consapevolezza di se, tipica di una splendida
notte di estate; quell’illuminazione profonda e indissolvibile,
che fa del tutto un punto e di se il
Figlio di Se Stesso.
Carissimi se ci avete trovato non è un caso! Ma se
anche per voi lo fosse…Salve!!
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